la voce fuori dal coro....
sabato, 26 gennaio 2008
Cap 1
Lo aveva fatto di nuovo.
La testa appoggiata alla scrivania, un braccio penzoloni e una mano a reggere un bicchiere sporco di whisky, resti della sera precedente. Il portacenere zeppo di filtri reclamava pulizia, come tutto il ripiano del resto. La nottata non era stata delle migliori.
Aveva mancato di un soffio la news del secolo...il suo scatto non era stato abbastanza veloce ad immortalare quello scambio di documenti che avrebbe scritto la parola fine su quel dannato riciclaggio di denaro sporco tra gangster. E l'alcol era stato l'unico a confortarlo.
Scrollò la testa, i contorni delle immagini ancora sfuocati, i capelli arruffati. Raccolse il suo cappello da terra, non stava bene lasciarlo lì. Si girò, provava una strana sensazione.
Il Daily Planet non era mai stato così rumoroso come quella mattina. Capì cosa non  andava. Dove era il suo caffè?
Uno scalpiccio veloce di tacchi n. 3 sovrastò qualsiasi altro suono "Dovresti vedere che faccia che hai Jimmie stamattina...non ho scelto te perchè sei carino, ho scelto te perchè sei il migliore. Caffè?" "Grazie Martha.."
"Se ti butti giù così per una foto cosa farai quando ti mollerà una ragazza..?"
L'amore era l'ultimo dei suoi pensieri in quel momento. Occorreva dare un senso a quella giornata.
Martha era la sua segretaria, nessuno era meglio di lei...professionale, precisa, ironica al punto giusto, capelli biondi e faccia da ventenne.
Un portamento di quelli che se ne vedono pochi in giro.
Ossevò la sua macchina fotografica, quanti ricordi.
Grazie a lei era arrivato così in alto, scatti precisi. mai sfocati, mano ferma. In poche parole Jimmie Olsen. Si poteva dire che la prima pagina fosse ormai di sua esclusiva proprietà se non fosse per quel suo vizietto...ah, il gossip... . Era con la cronaca rosa che aveva cominciato. Roba da pagina trentadue. Violare la privacy gli donava quel brivido di piacere che gli percorreva la schiena fino al collo. Strinse con forza la sua tazza di ceramica bianca, ormai fredda, aveva fantasticato troppo. Sorseggiò con calma il caffè; al solito, mancava un cucchiaino di zucchero. Unico difetto di Martha.
Gustò l'ultima goccia scorrere giù per il suo pettoe ripose la tazza sulla scrivania, poi prese il cestino e vi svuotò il posacenere.
Quando avrebbe smesso di fumare?
Poi il telefono. Squillò. Svogliatamente alzò la cornetta e rispose.
Anzi, grugnì.
"Olsen?"
Altro grugnito.
"So come attirare la sua attenzione"
"Me lo dimostri". Era una donna, voce calda, profonda, una che conosce le regole del mondo.
"Troppo semplice così"
Aveva poco più di venticinque anni. Non si sbagliava. Lui non lo faceva mai.
"Venga da me" continuò lei.
Questo gioco cominciava a piacergli; si sistemò sulla sedia e riprese.
"Devo considerarlo un invito o un appuntamento?"
"Scelga lei. Cross Road, questa sera, soli, salga dentro il taxi che sarà lì ad aspettarla. Ci conto."
"Un vero gentiluomo non lascierebbe mai cadere al vento una richiesta come questa"
"devo considerarlo un sì?"
"Scelga lei".
Scritto da: biglele alle ore 15:14 | link | commenti | categoria:

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