Una domanda a cui rispondere con sincerità. Siete innamorati di qualcuno che, a vostro parere, è irraggiungibile: non sarebbe comodo avere a disposizione un Alex Hitchens, detto 'Hitch', con le fattezze di un simpatico Will Smith, che si offre come vostro consulente sentimentale? Non solo: vi promette di farvi conquistare l'oggetto dei vostri sogni in soli tre appuntamenti?
La professione di Hitch è proprio quella di 'non farvi andare in bianco': ma attenzione, Hitch è un romantico e vi offre l'amore, non l'avventura.
Il film di Andy Tennant si apre con verve e allegria: sulle note di "(What A) Wonderful World" cantata da Sam Cooke, Hitch (Will Smith) illustra fuori campo la sua attività, che svolge nel più assoluto anonimato: infallibili, precise come assiomi matematici, le sue regole fondamentali centrano l'obiettivo. Nessuna donna può sfuggire ai metodi di Hitch, chiamato con sprezzo dai detrattori 'Dottor Rimorchio'. Noi lo vediamo all'opera con il goffo e imbranato Albert (Kevin James), innamorato perso dietro la bellissima ereditiera Allegra Cole (Amber Valletta): come potrà Hitch avvicinare in tre sole mosse i due, che paiono agli antipodi?
Anche Sara Melas (Eva Mendes) si occupa in qualche modo di Allegra: Sara scrive per una rivista di gossip e la sua rubrica è nota per gli scoop scandalistici. Inevitabile che Hitch e Sara si incontrino: si frequentano e si piacciono, nonostante le continue gaffe di lui, tutto sembra procedere al meglio, quando la donna scopre la sua vera occupazione. E decide di pubblicare un articolo bomba, che manda all'aria e sconvolge molte vite, quella di Albert e Allegra e dello stesso Hitch.
Sara e Hitch troveranno un punto di accordo e la comprensione reciproca?
Questo è un raro caso di film accattivante dall'inizio alla fine. C'è solo una pecca: la lunghezza. 118 minuti un po' troppo tirati, soprattutto nella seconda parte: mezz'ora in meno non guastava. Ma non si può avere tutto.
Andy Tennant è un esperto in commedie sentimentali, da La leggenda di un amore a Tutta colpa dell'amore, passando per Anna e il Re, si avvale della sceneggiatura spumeggiante di Kevin Bisch al suo esordio più che promettente, delle musiche di George Fenton, che ripropone classici orecchiabili e riconoscibili, della fotografia vivace e solare di Andrew Dunn, che cattura una New York vitale, dalle tonalità calde.
E il cast è all'altezza e risponde alla perfezione al gioco di battute e gag dello script.
Will Smith sembra trovare la sua naturale predisposizione in un ruolo che alterna il comico al malinconico, la sicurezza di sé a una ferita interiore; Eva Mendes accanto a lui scompare, e trasmette una certa 'legnosità', che comunque non guasta alla parte; grande prova per Kevin James, ex cabarettista e star della CBS, che tratteggia un Albert indimenticabile, tanto imbranato e pesante fuori, quanto delicato e profondo dentro. Anche la modella Amber Valletta è brava, infonde al personaggio di Allegra, una solitudine profonda, per nulla scontata.
Il film, tutt'altro che banale, non ha pretese intellettualistiche: non fa che riaffermare l'imprevedibilità dei sentimenti, che non si possono imbrigliare o codificare secondo regole precise. Allegra si innamora dei lati di Albert che Hitch cerca invano di tenere nascosti. Come dire: ci innamoriamo di un essere umano e dei suoi difetti; le sue insicurezze e le sue goffaggini ce lo rendono unico, e non ci importa nulla della perfezione studiata a tavolino. Hitch è un individuo ferito, che ha vissuto l'abbandono del suo primo amore in maniera traumatica: per questo crede di poter escludere l'emotività da ogni approccio e sbaglia credendo che i sentimenti siano regolati da leggi matematiche. I suoi insegnamenti sono dettati dall'osservazione, non dall'esperienza, e gli intenti sono quasi umanitari, aiutare gli altri a non fallire come ha fallito lui e come continua a fallire nel suo rapporto con Sara. La stessa Sara è una donna che ha paura dei sentimenti, che odia la prevedibilità, teme che il coinvolgimento affettivo le ostacoli la carriera: trova in Hitch il suo corrispondente al maschile.
Hitch diverte, regala scene spassose, ha un'autoironia rara e un forte senso dell'umorismo: un film romantico con brio e un pizzico di cinismo.




